Siamo un’agenzia di team building e icebreaker musicali, per questo ci interroghiamo spesso sul ruolo che lo stress ricopre nella vita lavorativa quotidiana.

Di conseguenza, riflettiamo su quale sia la reale funzione delle nostre attività formative o ludiche in contesti lavorativi sempre più veloci ed esigenti.

Notiamo con maggiore frequenza che le attività di team building sono sempre più richieste per allentare lo stress, in modo da far fronte a periodi di cambiamento aziendale o semplicemente per spezzare i ritmi molto serrati delle convention aziendali.

E’ la velocità del mondo lavorativo attuale dove gli obbiettivi sono sempre più alti, le scadenze più vicine e le risorse umane a disposizione spesso limitate.

Questo va ad inficiare fortemente sul benessere lavorativo e, di conseguenza, anche sui risultati.

La domanda da un milione di dollari è: perché non ci concediamo di rallentare, creando magari contesti in cui possiamo condividere emozioni più profonde con il nostro team di lavoro?

Vale veramente la pena vivere senza prestare attenzione alle cose più semplici che ci fanno apprezzare la bellezza della vita?

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Lo stress va saputo gestire purché sia ciclico ma non può diventare un compagno costante, una sorta di ombra che ci segue ovunque andiamo.

In questa corsa senza fine verso gli obblighi e compiti da adempiere, è importante riflettere su come lo stress influenzi la nostra percezione, agendo come un filtro distorsivo che offusca la nostra capacità di apprezzare il momento presente.

Siamo così immersi nei nostri problemi e preoccupazioni che diventiamo ciechi alle piccole gioie che si presentano lungo il nostro cammino quotidiano.

Un tramonto colorato, il canto degli uccelli al mattino o il sorriso di un collega diventano eventi trascurabili quando siamo sopraffatti dalle tensioni e dagli obblighi della vita.

In secondo luogo, lo stress ci spinge verso una mentalità orientata al futuro, dove siamo costantemente concentrati su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che sta accadendo ora.

Questo atteggiamento ci impedisce di rallentare e di prestare attenzione ai dettagli del presente.

Infine, lo stress ci porta ad adottare una prospettiva distorta sulla vita, facendoci credere che la felicità sia qualcosa da raggiungere in un futuro lontano, piuttosto che una sensazione da coltivare nel qui e ora.

Questa ricerca incessante di un obiettivo sfuggente ci allontana dai noi stessi e dalle gioie semplici sperimentabili solo nel momento presente.

Ecco un aneddoto di cui parlo in quasi ogni team building per enfatizzare l’importanza del silenzio nella musica. Ho sempre trovato questo esperimento sociale veramente incredibile.

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È accaduto a Washington DC, in una stazione della metropolitana, durante una fredda mattina di gennaio del 2007.

Un uomo con il violino ha suonato sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. In quel lasso temporale, circa 2000 persone sono passate dalla stazione, la maggior parte di loro per andare a lavoro.

Circa quattro minuti dopo, il violinista ha ricevuto il suo primo dollaro. Una donna ha buttato soldi nel cappello e, senza fermarsi, ha continuato a camminare.

Dopo sei minuti, un giovane si è appoggiato al muro per ascoltarlo, poi ha guardato l’orologio e ha ripreso a camminare.

Dopo dieci minuti, un bambino di tre anni si è fermato, ma sua madre lo ha trascinato in fretta. Il bambino si è fermato a guardare di nuovo il violinista, ma la madre lo ha spinto e il bambino ha continuato a camminare, girando la testa per tutto il tempo.

Quasi tutti i bambini che gli sono passati davanti hanno avuto lo stesso atteggiamento, come i loro genitori che li hanno trascinati via.

Solo sei persone si sono fermate ad ascoltare per qualche minuto. Circa venti di loro hanno lasciato un’offerta ma hanno continuato a camminare al loro ritmo normale. L’uomo ha incassato un totale di 32 dollari.

Il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Ha suonato uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino da 3,5 milioni di dollari.

Due giorni prima, Joshua Bell aveva fatto il tutto esaurito in un teatro di Boston dove i posti costavano in media 100 dollari ciascuno per sedersi ed ascoltarlo suonare la stessa musica.

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Ora, se non si ha un momento per fermarci ad ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo che suona alcune delle migliori musiche mai scritte, con uno dei migliori strumenti mai realizzati, quante altre cose ci siamo persi durante la nostra vita?

La ricompensa monetaria che otteniamo con il nostro lavoro, grande o piccola che sia, è barattabile con la bellezza di godersi il momento presente?

Questo è lo scopo più nobile di un’attività di team building che è troppo spesso venduta esclusivamente come metafora per rendere più produttivo ed efficiente il team.

Un’attività di team building non deve avere solo lo scopo di allentare lo stress, altrimenti è semplicemente una compensazione, un tappabuchi.

Deve piuttosto creare uno spazio in cui le persone possono togliersi le maschere per potersi incontrare ad un livello più profondo.

La maggior parte di noi passa più tempo con i colleghi che con i familiari, com’è possibile che ci conosciamo così poco?

Torniamo lì, la velocita e i compiti da adempiere! Ma ne vale la pena?

A mio parere, un imprenditore o team leader visionario di oggi deve includere la possibililtà di rallentare per creare spazi di benessere dove è possibile godere delle piccole cose della vita che ci aiutano ad essere felici, e non farlo esclusivamente perché poi si ottengono risultati migliori.

Tu, invece, cosa ne pensi?

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