Formazione Esperienziale

Progettiamo e realizziamo interventi o percorsi di formazione utilizzando come tramite esperienziale il potere del ritmo e del suono, accompagnando l'azienda con cura e dettaglio nelle seguenti fasi di pianificazione e svolgimento dell'intervento.

Analisi dei bisogni formativi

Ricerca e condivisione delle competenze da sviluppare in partnership con l’azienda, analisi della cultura aziendale per la definizione della metafora principale e di altre eventuali singole metafore da utilizzare per l’intervento formativo.

Analisi degli obiettivi

Conoscenze, responsabilità, capacità, atteggiamenti, problematiche, attese e timori.

Progettazione

Individuazione della metafora che farà da filo conduttore durante l’intervento.

Seguente organizzazione dell’intervento con scelta del modus operandi più indicato al contesto, stesura delle “teaching notes” con i trainer e gli eventuali assistenti, individuazione della location e decisione della durata dell’intervento.

Briefing

Presentazione della metodologia esperienziale, degli obiettivi formativi e della metafora utilizzata.

Warm Up

Ice-breaker che non implica necessariamente una fase di rielaborazione ma che ha lo scopo di far conoscere meglio i partecipanti tra di loro, sciogliere il ghiaccio in modo che si sentano maggiormente liberi di esprimersi nelle successive attività “core”, superando l’iniziale imbarazzo ed un eventuale timore verso una nuova esperienza, offrendo ai trainer uno strumento di conoscenza delle persone e del gruppo.

Playing

Svolgimento delle attività esperienziali di natura musicale.

Debriefing

Raccolta logico-razionale ed emotivo-affettiva dell’esperienza al termine dell’attività, utilizzando la discussione, lo scambio di feedback e il confronto reciproco.

Carry over

Individuazione dei modelli mentali e dei principi emersi da trasferire nel proprio ruolo professionale.

Follow up

Verifica a distanza di tempo dell’intervento realizzato ed eventuale costruzione di un piano di sviluppo collettivo o individuale con eventuali incontri di coaching.

Fra le nostre attività musicali proposte, la nuova metodologia del Drum Circle è la più richiesta per un intervento o percorso formativo grazie alla sua anatomia che permette al team di attraversare le fasi fondamentali che lo porteranno ad esprimere la sua massima potenzialità.

Normalmente un Drum Circle facilitato presenta un andamento che va da una prima fase in cui ogni partecipante è cosciente soprattutto di sé (individual) ed impegnato ad acclimatarsi allo strumento (technology) che sta suonando, fino ad una fase finale in cui è rilassato e cosciente del dialogo ritmico in corso con gli altri (orchestra), mentre esprime la “presenza” tramite una naturale spinta verso una musicalità proveniente dalla condivisione di ritmo, diversità, emozioni, ascolto, sensibilità, coralità, in quel tutto che è più grande delle singole parti che lo compongono (spirit).

Nell’avvicendarsi di queste fasi si possono riconoscere anche gli stadi individuati da Tuckman nel suo modello di sviluppo del team, come percorso necessario ad un gruppo di persone per passare dal primo momento in cui si incontrano ad essere un team altamente efficiente e creativo, cioè “Forming, Storming, Norming, Performing”: in più grazie al potere creativo del Drum Circle si osserva il sorgere di una ulteriore fase, chiamata “Transforming”.

Infatti il gruppo, grazie all’alto livello di efficienza che si manifesta in un Drum Circle facilitato, ispirato dal ritmo ed ormai capace di accogliere l’ignoto e la dimensione di coscienza allargata data dall’intelligenza collettiva, si spinge oltre la dimensione del “Performing” ed entra in quella ulteriore del “Transforming”.

Pienamente consapevole del continuo “emergere” del proprio potenziale e fiducioso del fatto che dall’ignoto sorgono infinite possibilità, si proietta alla ricerca di sempre più alta musicalità, collaborazione ed efficacia, per manifestare qualità e risultati che sono ben oltre ciò che era “richiesto” dal facilitatore, richiedendo allo stesso di offrire nuove sfide per raggiungere più alti livelli di eccellenza.

Un team di lavoro che riconosca l’emergere dell’intuizione creativa collettiva è in grado di generare molta più energia e creatività di quanta ne fosse richiesta dal progetto iniziale, dando luogo ad un senso di entusiasmo, motivazione e collaborazione che influenzano ad un livello più ampio di relazioni.

ANATOMIA FORMATIVA DELL'INTERVENTO

ICE-BREAKER

Il conduttore dirige i partecipanti verso la consapevolezza di appartenere ad un gruppo unitario, impartendo loro il linguaggio e gli strumenti di base della
facilitazione, con interventi “full group”, a 360°, come stop cuts, call and response, volume up and down.

E’ il momento in cui i partecipanti sono nella “consapevolezza individuale”, con un apprendimento delle competenze tecniche di base, scopo, istruzione, informazione ed ascolto di sé in relazione alla nuova esperienza.

COSTRUZIONE DEL TEAM

Il conduttore dirige i membri del cerchio verso la consapevolezza di stare creando un “ensemble” di elementi che formano una canzone, attraverso il rivelare “on the go” l’interazione fra i diversi timbri musicali, e attraverso strumenti come lo “scolpire” metà del cerchio in modo da favorire l’ascolto dell’altro.

I partecipanti iniziano ad accorgersi non solo di essere parte di un gruppo, ma di stare formando un dialogo creativo gli uni con gli altri.

E’ il momento in cui i partecipanti sono nella “consapevolezza di gruppo”, con un apprendimento dell’organigramma del team, ruoli, responsabilità, competenze relazionali e ascolto di sé in relazione al gruppo.

ORCHESTRAZIONE

Il conduttore dirige i membri verso la consapevolezza dell’unicità del contributo di ognuno alla canzone in corso, della “specialità” della relazione che intercorre fra i vari elementi ed i suoni che producono, e li aiuta a rivelare complesse relazioni ritmiche che possono emergere dall’ensemble, a scoprire ancora di più la bellezza e la qualità che loro stessi stanno manifestando spontaneamente dal vuoto, che dipende dall’accordo del dialogo reciproco.

E’ il momento in cui i partecipanti sperimentano il come della prestazione: dialogo, cooperazione, valorizzazione dei talenti individuali, visione dello scenario come gruppo e risultato qualitativo finale.

CREATIVITA’ ED INNOVAZIONE

Detta “orchestra conductor”: il gruppo è normalmente in grado di “auto-facilitarsi” e di autosostenersi durante i vari punti di transizione: i membri sanno ormai che la musica si manifesta momento per momento in un modo che continua a cambiare e ad evolversi in funzione della loro disponibilità, sono aperti a scoprire con curiosità cosa il prossimo momento porterà come opportunità d’interazione, sono aperti al fatto che il contributo dell’altro porterà ad una nuova creazione.

I partecipanti possono essere invitati ad ascoltare dal centro o a condurre il gruppo rivelando dinamiche di leadership.

Il conduttore suona con loro, ed interviene solo per enfatizzare quello che loro suonano o che spontaneamente gli offrono in un rapporto di fiducia d’insieme, per poi facilitare un finale “corale”.

E’ il momento in cui i partecipanti sperimentano il continuo ascolto dello scenario, per apportare nuove idee creative ed è spesso il momento di migliore espressione musicale.

MODELLO DI TUCKMAN

Alta dipendenza dal leader, per ricevere guida e direzione. Scarsa tendenza del team nel farsi ispirare da intenti più ampi di quelli ricevuti dal leader.

I ruoli e le responsabilità individuali sono poco chiare.

Il leader deve essere pronto a rispondere a molte domande riguardo allo scopo del team, gli obiettivi e le relazioni esterne.

Le modalità dei processi necessari al raggiungimento degli obiettivi sono spesso ancora ignorate.

I membri testano la tolleranza del sistema ed il leader.

Le decisioni non accadono con facilità all’interno del gruppo.

I membri del team competono per una posizione mentre cercano di stabilire il loro ruolo in relazione agli altri ed al leader, che potrebbe ricevere delle sfide da parte degli stessi.

La chiarezza degli obiettivi cresce, ma rimane un’alta quantità d’incertezze. Possono crearsi combriccole e fazioni, e possono esserci conflitti di potere.

Il team ha bisogno di essere focalizzato sulle sue mete, per evitare che venga distratto dalle relazioni e da problematiche emozionali. Possono essere necessari alcuni compromessi per dare luogo alla progressione del lavoro.

Il leader istruisce più a fondo mentre con pazienza espande la comunicazione per nutrire il focus e facilitare l’integrazione delle dinamiche all’interno del gruppo.

L’accordo ed il consenso sono ben distribuiti in tutto il team, che ben risponde alla facilitazione del leader.

I ruoli e le responsabilità sono chiari ed accettati. Importanti decisioni vengono prese dall’accordo di tutto il gruppo. Minori decisioni possono essere delegate a individui o piccoli team all’interno del gruppo.

Il coinvolgimento, l’impegno e l’unità sono forti. Il team può trovarsi a condividere anche in situazioni di divertimento e attività sociali.

Il team discute e sviluppa i propri processi e stile di lavoro.

C’è un generale rispetto per il leader, ed una parte della leadership è maggiormente condivisa dal team. Il leader facilita e “favorisce” le attività.

Il team è maggiormente consapevole a livello strategico: conosce esattamente cosa sta facendo e perché.

Ha una visione condivisa ed è capace di stare sui propri piedi, senza interferenze o partecipazione del leader. C’è un focus per raggiungere risultati, ed il team prende molte decisioni che contrastano con i criteri accordati con il leader.

Il team ha un ampio raggio di autonomia. Disaccordi accadono ma ora vengono risolti positivamente all’interno del team, che si permette inoltre di apportare i cambiamenti necessari alla struttura e ai processi.

Il team è in grado di lavorare per raggiungere il risultato, ed anche di prendersi cura delle dinamiche di relazione, di stile e dei processi, che affiorano lungo la strada: i membri si prendono cura gli uni degli altri.

Il team non ha bisogno di essere istruito o assistito. I singoli membri potrebbero richiedere assistenza da parte del leader, per il proprio sviluppo personale ed interpersonale. Il leader delega e supervisiona.